Immaginelive art ha lo scopo di favorire la conoscenza dell’arte attraverso l’incontro con l’opera.

Pensiamo infatti che solo in un rapporto diretto, visivo, emozionale ma nello stesso tempo meditato e approfondito con le opere, è possibile introdursi alla conoscenza dell’arte e tramite di essa alla personalità dell’artista e al suo tempo.

Non c’è infatti, l’arte in senso generale, ma ci sono le opere. Ciascuna opera è un mondo da interpretare, è uno scrigno da aprire, è una gioia da catturare.

Il nostro Paese, chiamato il Bel Paese, è conosciuto in tutto il mondo per la quantità e la qualità delle sue bellezze artistiche, architettoniche e paesaggistiche; si può paragonare ad uno scrigno pieno di tesori, ad una miniera piena di pepite d’oro.

Tutto ciò però, rischia di non essere conosciuto, apprezzato, amato. Il nostro scrigno rischia di non essere aperto o al massimo aperto solo da una stretta cerchia di specialisti, di addetti ai lavori.

E così l’arte che nasce dalle persone semplici per comunicare una emozione ai propri simili (pensiamo ai primi graffiti delle grotte rupestri preistoriche) diventa appannaggio di specialisti, di accademici, di critici che ne decidono anche il valore economico.

C’è una sfida che si apre davanti a noi.

La sfida che live art accetta e rilancia è quella di riportare l’arte tra la gente semplice, comune, tra coloro che non hanno una preparazione specialistica per guardare un quadro, tra coloro che non hanno mai letto un libro d’arte ma che avvertono l’esigenza di guardare e gustare qualcosa di bello, tra quegli studenti che per varie circostanze non hanno ancora scoperto la gioia di una emozione estetica.

La sfida che live art accetta è quella di comunicare qualcosa di nuovo in un contesto attuale caratterizzato da un uso sproporzionato di strumenti di comunicazione sociale. Un contesto in cui gli strumenti di comunicazione sono preponderanti rispetto al contenuto che comunicano.

Il nostro metodo non fa leva innanzitutto sulla efficienza e sulla velocità degli strumenti di comunicazione ma sulla trasmissione da persona a persona di una esperienza personale, di una emozione suscitata dal rapporto frequente con l’opera d’arte.

Riteniamo infatti, che si può comunicare solo ciò che appartiene al proprio bagaglio personale, ciò che è diventato patrimonio personale, da persona a persona, ciò che è diventato il “nostro tesoro”.

La sfida è che l’arte torni ad essere “popolare” cioè per tutti.